Sesso con Luttazzi

Dicembre 11, 2007

La sospensione della trasmissione di Luttazzi conferma come il sistema radiotelevisivo italiano, anche dove non sia direttamente legato alla galassia berlusconiana, è e resta rigidamente controllato da una censura politica ed ideologica di stampo reazionario.

Ingenuamente potremmo pensare che la trasmissione sia stata censurata per una battuta volgare, ma la scusa regge decisamente poco. Il perchè lo dice pure l’accusato: “quello della volgarità, da sempre, è il pretesto principe di chi vuole tappare la bocca alla satira“.

Il primo vero problema è che Luttazzi non è per nulla “politicamente corretto” e questo lo rende una scomoda voce fuori dal coro. Per questo mi piace molto: le sue battute, anche quelle apparentemente più feroci e grossolane, sembrano seppellire con una risata il sempre più granitico pensiero unico di questi anni. Mi piace perchè rimette in discussione tutto, e da voce ad una parte del Paese che non ha voce. Luttazzi non è un rivoluzionario, lo sappiamo. E’ una di quelle persone però che ti fa comprendere chiaramente che la sua opposizione alla guerra, alla tv spazzatura, alle ideologie clericali, alle tav e così via, sono parte del tessuto connettivo di un Paese civile, prima che della sua parte più progressista.

Questo però non è comunque sufficiente. Ogni tanto capita perfino nella nostra televisione che spunti qualcuno “sopra le righe”. Ma di solito gli si da un po’ di minutaglia nelle ore notturne, e per conquistare la prima serata non deve mettere in discussione il sistema, cioè deve dimostrare di essere sostanzialmente innocuo. Così doveva succedere con Luttazzi.

Evidentemente però Luttazzi non è innocuo. Anche se l’hanno messo in seconda serata, pure di sabato sera su una televisione nazionale secondaria rispetto a Rai e Mediaset, è riuscito a conquistarsi due milioni e mezzo di spettatori. Troppo successo per una voce troppo fuori dal coro. Soprattutto quando a tre giorni dalla chiusura si viene a sapere dallo stesso Luttazzi che la prossima puntata sarebbe stata nientepopodimeno che sul Papa.

A conferma di questa tesi sta proprio nello schieramento bipartizan che ha omaggiato questa nuova censura, come ben scrive qui Vittorio Zucconi su Repubblica: “La libertà di opinione non è libertà di buttare merda su tutti.

Invece lo è, se è necessario.


Kilombo

Dicembre 5, 2007

Non siamo spariti. Anzi.

Questo blog è appena entrato nella galassia dell’aggregatore Kilombo. Una cosa positiva ed interessante, in particolare per il fatto che l’aggregatore segna nel bene (o nel male) un punto di riferimento per una sempre più ampia comunità in rete che si riconosce nei valori più ampi e condivisi della sinistra.

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Il nostro è un blog che esprime idee radicali: tra queste c’è quella di rifuggire la scorciatoia dell’estremismo e del settarismo. Non abbiamo nessuna intenzione di rinchiuderci su una torre d’avorio, ma è nostro desiderio confrontarci con l’esistente, con la realtà concreta che ci circonda. Anche e soprattutto per rifiutarla e criticarla, rispettando distanze e differenze, ideologiche e politiche. In altre parole, non ci sembra giusto privare Kilombo di una voce a sinistra. Perchè le voci a sinistra sono sempre necessarie, mai sufficienti.

La nostra resterà sempre aperta in direzione anticapitalista, antimperialista ed antirazzista.


Appunti di ottobre

Ottobre 18, 2007

Un po’ di appunti, a margine di questo caldo mese di ottobre:

Primarie e democrazia. Bagno di voti per l’insospettabile candidato che ha vinto le primarie del Partito Democratico. “Noi”, recitano in una nota congiunta i principali leader “siamo democratici perchè abbiamo fatto decidere al Popolo, mica come quelli del centrodestra, dove fanno i partiti perchè lo decide una persona sola”. Mica due intere segreterie e una cinquina di sparring partners!

Referendum e democrazia. Incredibile risultato del referendum del welfare. La maggior parte dei lavoratori ha deciso di allungare la propria permanenza al lavoro di qualche anno… alcuni talmente convinti che hanno votato diverse volte per ribadire il concetto. Nonostante una campagna solo per il SI, nonostante i sindacati abbiano concertato il risultato prima della fine dello spoglio… un irriducibile 18% ha preferito sostenere ideologie condannate dalla storia, come l’eliminazione del precariato o il mantenimento dell’età di pensionamento.

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“Una testa un voto” e la democrazia. Dipende: in Francia hanno proclamato Napoleone imperatore non “in grazia di Dio” ma “per volere dei Francesi”. E’ già un passo avanti. Ma evidentemente manca ancora qualcosa prima di considerarlo “democrazia”.

Ed infine…

Rosy Bindi è di sinistra. No, Rosy Bindi è democristiana. Il punto è proprio questo. Non è che se non sei un fascista, un populista, un misogino, un razzista o un qualunquista, allora sei di sinistra. Forse questo blog dovrebbe parlarne.


Risveglio subacqueo

Settembre 26, 2007

Cominciamo questo blog con una metafora.

Nel nostro immaginario lassù nel cielo stanno i potenti. Le nullità del mondo reale invece stanno sulla terra. E’ questa la storia, per noi: nient’altro che la continua lotta tra cielo e terra, e infine la storia dell’assalto al cielo da parte dei più deboli. Per costruire un’altra società, di liberi ed eguali.

La scelta del nome di questo blog poteva essere “tra cielo e terra”. Tuttavia le idee che vorremmo esprimere oggi fanno fatica a trovare un loro spazio, schiacciate o più propriamente “sommerse”. Non frontalmente, certo, ma da ogni lato dalla falsa poliedrica diversità della nostra società: che altri non è che la forma in cui si sviluppa oggigiorno il pensiero unico dominante, con cui il cielo non solo ci schiaccia a terra, ma più propriamente ci sommerge nel disordine caotico delle mille sfaccettature in cui si esprime l’oppressione sul più debole.

Per questo ora, non ci sentiamo schiacciati sulla terra, ma sommersi. I nostri pensieri sono pensieri d’apnea.

Ma non ci scoraggiamo. E rimandiamo a questi splendidi versi:

Saprò come alzarmi di nuovo da terra
Anche se il mio passo farà compassione
Malgrado io perda di nuovo la guerra
Vedrò di fugare la disperazione.