A me piace molto il “Pane e le Rose“. E’ un aggregatore di notizie e di commenti politici, che pur con alcuni limiti rappresenta un sicuro punto di riferimento per la sinistra antagonista, specie dopo la morte di indymedia.
E’ di queste settimane un importante comunicato che vale la pena di leggere, anche perchè i compagni del Pane e le Rose dicono molte delle cose che si leggono in questo blog.
Condivido il fatto che il ceto dirigente di PRC e PdCI sia oligarchico, cinico ed opportunista, e che perciò non ha alcun senso svolgervi nemmeno un ruolo di opposizione interna, per il semplicissimo motivo che esiste una crisi di fiducia e di aspettativa da parte dei lavoratori e dei giovani nei confronti della politica della Sinistra Arcobaleno, fatto che ormai confermano tutti i sondaggi (crollo dal 12% al 7% rispetto al 2006).
La seconda che l’alternativa organizzata di PC Lavoratori, Alternativa Comunista e Sinistra Critica non solo non è una soluzione al problema, ma è parte del problema stesso. Il loro rifiuto di un percorso unitario, in vista di una competizione che li vede come avversari non è stata una semplificazione politica. Anzi, sembra mostrare la stessa logica di Rifondazione: mantenere in vita gruppi dirigenti cinici ed oligarchici, senza che ad essi corrisponda una visione, un programma, una capacità di costruire su basi nuove la rifondazione comunista. Nessuno di questi gruppi è culturalmente o politicamente sufficientemente forte per imporsi sugli altri. Tuttavia ciascuno di essi esibisce il repertorio del proprio background culturale senza assumersi la responsabilità di produrre un rilancio della lotta politica.
Ma credo che i militanti di questi gruppi sapranno serenamente valutare l’esito delle elezioni ed il loro tremendo risultato sarà forse chiarificatore. Quando complessivamente i 3 partitini raggiungeranno il 2% del quorum (ovvero l’equivalente di 11 deputati), ma per colpa delle divisioni interne non ci sarà nessun parlamentare comunista, ognuno farà i suoi ragionamenti. Non ci si potrà nascondere dietro la velleità della “lista unitaria” o del “correre da soli”. Non si potrà accampare la scusa che solo gli altri erano settari!
A chi pensa che non servano i parlamentari o le elezioni rispondo che 11 deputati torneranno molto utili, quando saranno in testa ad una manifestazione in odore di repressione. O quando vorranno entrare in un carcere o un CPT. O quando vorranno portare certe battaglie all’attenzione del grande pubblico, sfruttando il Parlamento. Senza considerare la pioggia di milioni che arriva dalla presenza parlamentare, certamente utili per cosucce come stampare manifesti e pagare treni per le manifestazioni.
Io personalmente voterò per Sinistra Critica, perchè preferisco la probabilisticamente debole speranza di avere Turigliatto che la certezza di non avere nessuno in Parlamento. Voglio essere pragmatico, fino al 14 aprile.
Ma certamente dopo le elezioni ognuno si farà i suoi conti.



Marzo 22, 2008 alle 6:07 pm |
Non pensi che sarebbe più utile radicare la presenza sul territorio? intendo comune e circoscrizioni e da lì pensare, dopo, a presenze di tipo parlamentare? E non credi che il fatto di non essere presenti in parlamento non ostacoli la possibilità di aprire sezioni o punti di presenza sul territorio da cui agire per essere presenti politicamente?Io non voterò.
Un saluto
Marzo 22, 2008 alle 6:45 pm |
Io penso che hai ragione. Tuttavia valgono anche le mie considerazioni che non sono in contrapposizione con il tuo ragionamento.
Certo, con il cinismo che c’è oggigiorno capisco la tua perplessità. Ma preferisco rischiare di buttare oggi il mio voto.
Marzo 22, 2008 alle 7:41 pm |
io penso che se non fanno un partito comunista democratico, che sia UNO, il comunismo nudo e puro finirà. iosono piu’ vicino alla sinistra arcobaleno, ma mi rendo conto dei problemi, delle difficoltà, delle delusioni ce anche io provo.
certo è che tra sinistra critica e ferrando preferisco i primi.
Aprile 12, 2008 alle 12:07 am |
la sinistra critica è l’unica che mi dia ancora speranza