Venditori porta a porta

La ricomposizione di un movimento di lotta reale. Ecco un obiettivo che dovrebbe essere nell’agenda di tutte le forze di sinistra. Rimettere in sesto un movimento in grado di incidere sulla società presente, a tutti i livelli. Un obiettivo strategico più importante di quello “tattico” delle prossime elezioni.

Esiste ancora una forza, a sinistra, fatta di migliaia di militanti, impegnati nel sindacato, nel sociale, in molte lotte, tutti coscientemente o meno in attesa di confrontarsi con qualcosa di più generale e complessivo. A questi compagni ed a queste compagne manca però una cosa: un punto di riferimento unitario che sia ad un tempo politico e culturale.

Queste elezioni quindi potrebbero essere l’occasione per cominciare a ricomporre questo punto di riferimento antagonista, perchè sono l’occasione anche per un confronto dialettico contro le forze borghesi sul piano delle proposte e della propaganda, comunque e sempre nell’ottica della costruzione di una opposizione di classe complessiva.

Invece sta succedendo quanto non doveva succedere: la balcanizzazione della sinistra anticapitalista in forze elettorali che rappresentano esclusivamente se stesse, in continuo scazzo tra loro per la conquista di tre voti in più o in meno, nella più assoluta cecità rispetto al prossimo futuro.

Al peggio purtroppo non c’è mai fine. Ho trovato sconcertante che in virtù di questa lotta giovedi scorso a “Porta a Porta” due rappresentanti di queste organizzazioni, Marco Ferrando e Fabiana Stefanoni, non abbiano esitato, pur di avere un filo di visibilità in più a sedersi nella stessa trasmissione di fronte a Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova. Una cosa, questa, inammissibile per chi dovrebbe prima di tutto agire sotto la bandiera dell’antifascismo militante, una antifascismo sbandierato sempre a parole. Non è ammissibile sedersi pacificamente nella stessa stanza con esponenti di ispirazione neofascista, soprattutto se si vuole dimostrare di essere un punto di riferimento intransigente, a cominciare dai valori. Nel video qui sotto Turigliatto si è alzato e se ne è andato, una cosa assai apprezzabile.

Non finisce qui. Perfino Vespa ha fatto notare loro quel che era ovvio per chiunque. Le differenze tra PCL e PdAC sono insignificanti rispetto a quelle di ogni altro ospite presente quella sera, come Damiano o Castelli. Doveva essere l’occasione evidente per entrambi che quello era il momento di mettere da parte la reciproca contrapposizione e sfruttare questa grande occasione di visibilità per attaccare a tutto spiano gli avversari del movimento operaio. Invece hanno dimostrato di non saper gestire il confronto politico, di non avere una visione in prospettiva, di non capire che partita si stava giocando e su che tavolo. Hanno continuato a beccarsi l’un l’altro in uno scenario sempre più surreale, peggio di qualsiasi televendita. In questo modo quindi hanno fatto il gioco dei Castelli e dei Damiano, che senza sforzo hanno potuto liquidarli con facilità.

E’ questa la sinistra anticapitalista? No, certamente. Non potrà mai esserlo.

3 Risposte a “Venditori porta a porta”

  1. rigitans Dice:

    1)fiore fa parte della democrazia, se la democrazia è malata non ce la possiamo prendere con fiore. il signore è stato il piu’ lineare, composto ed educato, seppur fascista, ed ha espresso le sue idee pragmaticamente, e la forza della nuova destra è questa, a differenza della sinistra che resta aggrappata dietro vecchi con cetti che la annientano(già a livello scolastico si è visto).

    2)turigliatto a mio avviso è un cretino. primo perchè una volta che ti chiamano, se hai qualcosa di interessante, di importante da dire al paese, sfrutti quell occasione, a prescindere da chi sia invitato(se ci fosse stato borghezio se ne sarebbe andato? eppure è peggio di fiore quando parla).
    - inoltre diciamo anche che vespa aveva avvisato turigliatto della presenza di fiore: corretteza vuole che se ti viene la nausea NON CI PARTECIPI PROPRIO AL PROGRAMMA, altrimenti usi la questione strumentalmente.

    3)ferrando e quell altra prima di dire i loro programmi pensavano ad attaccare la sinistra arcobaleno. così fanno un favore ai padroni che loro dicono di combattere, pazienza. poi si può criticare quanto si vuole la sinistra, ma così è tafazziano.

    4)questi micropartiti potevano presentarsi sotto un unica bandiera comunista anticapitalista, e spero che in futuro sia così e non ci siano 7-8 partiti con falce e martello.

    concludo dicendo eprsonalmente che prima di pensare all’anticapitalismo, forse, è il caso di pensare a fare qualcosa per i poveri, i deboli, quelli che hanno bisogno di arrivare veramnte alla fine del mese, senza soffrire troppo. un saluto

  2. sparkaos Dice:

    non c’è sinistra in Italia ci sono un paio di conserterie di potere che c ercano di fregarci con temi vagamente di sinistra e per di più antiquati e null’altro che questo.

    Però non sono d’accordo con non andare in trasmissione, finisce solo per sembrare una chiusura ideologica e dare più risalto alla presenza dei fasci e più spazio per parlare.

  3. Luca Dice:

    Io penso invece che Turigliatto ha fatto bene. In questa occasione è stato coraggioso e si è fatto perdonare molti errori della passata legislatura. Magari non sarà la migliore delle persone possibili, ma questa volta ha dato davvero prova di vigore morale.

    Voterò sinistra critica.

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