Sinistra critica

Queste sono le prime elezioni nazionali in cui si presentano forze politiche alla sinistra di Rifondazione comunista. Finalmente. Ma ora, cosa votare? La decisione meritava qualche giorno di riflessione, e per questo il blog si è messo in pausa.
Alla fine, la conclusione è che questo blog sosterrà Sinistra Critica.

Certo, è evidente che chi presenta il programma politicamente più avanzato è sicuramente il Partito Comunista dei Lavoratori. Il programma di Sinistra Critica è di sinistra, certo, ma non parte certamente da una impostazione marxista, e come vedremo, presenta diverse debolezze. Peraltro, fatto più grave, Turigliatto ha votato in più di una occasione la cosa forse più odiosa della passata legislatura, ovvero il rinnovo delle missioni occupazione militare, specie quella in Afghanistan.

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Il problema è che le elezioni di questi tempi non si possono ridurre al solo programma o alla debolezza politica del singolo candidato. Ci deve essere quantomeno una piccola ma concreta possibilità che il voto sia utile per una presenza alternativa ed anticapitalista in Parlamento, anche con questa legge elettorale. E questo è un argomento determinante per ciò che si muove fuori dal parlamento, più di cento programmi marxisti.

Sinistra Critica dichiara prima di tutto che non farà mai una alleanza, a nessun livello di governo o amministrazione, con il Partito Democratico. In secondo luogo dichiara, nel suo stesso manifesto d’intenti, di essere anticapitalista. Infine, e questo si che è chiarissimo, dispone di una visibilità e di una organizzazione a livello nazionale complessivamente più grandi di quelle di Ferrando, che certo gode di una maggiore visibilità personale, ma dietro di lui c’è il nulla cosmico. E non mi piace per niente un partito dove si vede solo una persona.

In ultima analisi io credo che sia necessario votare Sinistra Critica perchè tra quelle forze che sono realmente alternative al centrosinistra, è quella che ha maggiori speranze di superare la soglia di sbarramento, almeno alla Camera. Ma il voto può anche essere occasione per coagulare, nei prossimi mesi ed anni, una forza politica e di movimento che sebbene non abbia posizioni avanzate, potrebbe diventare di riferimento per una determinata area.

Non condivido infine la posizione di chi vuole disperdere il voto, o peggio, non vuole andare a votare. Parliamoci chiaro: i parlamentari servono, sono necessari come l’acqua in questa nostra società sempre più reazionaria, sempre più a pensiero unico, sempre più fascista. Pensate ad una Genova 2001 senza parlamentari di sinistra. Sarebbe stato un mattatoio cileno.

Una presenza in Parlamento, un organismo riconosciuto da tutti, politicizzati o meno, di sinistra come di altre aree politiche, può dare enorme visibilità a lotte, a resistenze popolari, che altrimenti finirebbero nel dimenticatoio, o più semplicemente nella repressione senza mezzi termini.

No, la lotta di classe passa necessariamente dal parlamento borghese. Nel 1924 noi comunisti siamo rimasti tutti li, a denunciare il fascismo colpo su colpo in ogni sede, compreso il parlamento, senza mai arretrare di un solo millimetro. E’ questo che fa la differenza.

Meglio avanzare e morire, che stare fermi, e morire lo stesso” (Antonio Gramsci)

11 Risposte a “Sinistra critica”

  1. filomeno Dice:

    solo una piccola nota, tra i partiti fuoriusciti da Rifondazione a Sinistra vi è anche Alternativa Comunista :
    http://www.partitodialternativacomunista.org/

    ciao

    p.s.
    “vota e fai votare” , per dare visibilità all’anticapitalismo, al sondaggio online de ilManifesto:
    http://www.ilmanifesto.it/pagine/elezioni-2008/sondaggio/sondaggio.php

  2. sparkaos Dice:

    boh leggo spesso il tuo blog e di solito lo trovo interessantissimo, ma oggi sono davvero in disaccordo completo.
    Primo aldilà delle parole e programmi, che io vedo solo come un mezzo per il consenso, non vedo grandi differenze tra le forze di sinistra.
    Secondo su molti aspetti le sinistri sono conservatrici e troppo legate ad un paradigma operaista che non sta più in piedi nel momento che gli operai non sono più la classe centrale della società
    Terzo spesso sono irrealiste,ad es, non le conosco tutte, ma le posizioni economiche che ho sentito sono tutte casomai giuste ma irrealizzabili almeno fino a che non mi spiegano euro su euro dove vogliono prendere quei soldi. ad es. spesso propongono misure senza secondo me tener conto della globalizzazione che significa anche che se poni limiti troppo alti al capitale quello se ne va altrove e non possiamo permettercelo
    Quarto ero contrario come sembra te a tutte ste stupide guerre ma odio l’idea di una sinistra così profondamnete pacifista come sta venendo fuori, per me ad es significa rinunciare anche alla possibilità di una rivoluzione violenta.(e poi i nazi si arrendevano pacifici?)
    Quinto hai in parte ragione sul non voto, ma un voto a sinistra critica nel novanta per canto dei casi sarà inutile come il non voto, o meglio come questo sarà un modo per esprimere malcontento e null’altro, a queste condizioni trovo una manifestazione di dissenzo più forte non votare pex nulla

  3. anardur Dice:

    X Filomeno: conosco, ma occorre capire anche il peso elettorale di questa formazione. Secondo me poteva essere più utile una loro candidatura soltanto alle elezioni locali. Per il resto valgono le considerazioni fatte sulla dispersione del voto.

    X sparkaos: una risposta al tuo commento richiede una risposta più articolata, penso ad articolo vero e proprio.

  4. sparkaos Dice:

    aspetto ciao

  5. manos Dice:

    Cari compagni e compagne, la politica non è aritmetica, ma passione e cuore.Io voterò SINISTRA CRITICA perchè in questa legislatura mi sono sentito rappresentato solo da Turigliatto e Cannavò.Non fatevi assorbire dal pensiero unico del voto utile!

  6. Giorgio Dice:

    Sul fatto che Turigliatto abbia votato i primi rifinanziamenti, io pregherei di fare lo sforzo per capire le mille ragioni, anche umane, che lo hanno costretto a dover rinviare la sua chiara volontà contraria, non ultimo il terribile linciaggio psicologico subito dai vergognosi rampanti istituzionali dello stesso PRC.
    Bisogna andare a votare, non astenersi, dicendo che “tanto sono tutti uguali, una volta che conquistano il cadreghino!”, perchè questo non è vero: uno dei dirigenti di Sinistra Critica, Gigi Malabarba (operaio licenziato dalla Fiat,
    ex-capogruppo dei senatori Prc nella precedente legislatura), dopo essere stato rieletto, ha lasciato il posto ad Haidi Giuliani, per consentirle di fare la battaglia per la commissione d’inchiesta sui fatti di Genova, a dimostrazione del fatto che…C’E’ ANCHE CHI NON PENSA AL SUO CADREGINO!

  7. Melissa Dice:

    evvai! anche io voterò sinistra critica e spero tanto che questo
    movimento cresca. Non mi faccio illusioni per queste elezioni, ma c’è
    tanto bisogno di un partito come questo, non settario, che non perda mai
    di vista l’orizzonte oltre al contingente, e si accorga quando si corre il
    rischio di una mutazione genetica a forza di compromessi!

  8. fabio Dice:

    ad oggi ho fatto pure io la mia scelta verso Sinistra Critica: perchè il movimento cresca e perchè è l’unico voto che mi rappresenti.

  9. francesca Dice:

    Poche ore al lancio… anche io ho scelto Sinistra Critica!

  10. mario Dice:

    Questo sì che è un bel risultato politico, era ora che sinistra critica con la sua predicatrice uscisse fuori dalla scena…. EVVIVA!!!! e non tornate piu’…… e con lei anche pecoraro scanio

  11. Alessandro Dice:

    capitato per caso su questo blog, avevo visto con piacere la sfilza di risposte “voterò anch’io sinistra critica”, cosa che ho fatto anch’io. Poi son rimasto gelato da “sospendo il blog causa trauma da sconfitta”. E allora voglio spendere una parola di conforto
    1) che l’italia fosse andata a destra si sapeva da un bel po’ di anni… o no? Anche il prodicchio aveva in sostanza perso le elezioni di due anni fa e messo il culo sulla seggioletta solo per i meccanismi di attribuzione di seggi, resti ecc.

    2) da 80 anni a questa parte abbiamo avuto una sinistra che ha fatto di tutto per perdere tutte le grandi battaglie per il cambiamento, adottando linee politiche destrorse e di compromesso (il fronte popolare, la democrazia progressiva, il compromesso storico, l’unità nazionale, i progressisti, l’ulivo… oggi il PD) in cui la sinistra accettava la superiorità delle ragioni dei poteri forti: industria finanza chiesa eccetera. Ogni volta si è prodotta subito dopo una sonora sconfitta, elettorale e sociale.

    3) Voglio essere drastico e paradossale. Nonostante la grande preoccupazione per un probabile quinquennio berlusconiano, il buono di questa situazione è proprio che non c’è più quella sinistra da quattro soldi di derivazione staliniana-togliattiana-berlingueriana che ogni volta si è dimostrata inutile e dannosa! Adesso si apre veramente la possibilità di un “nuovo inizio” per la sinistra in Italia.

    4) Bisogna sbarazzarsi definitivamente di tutti i carrieristi di sinistra, i tiepidi, i falsi, quelli che dicono ma non fanno, quelli che parlano una linga con “la base” e una lingua del tutto diversa nelle istituzioni e nei salotti.
    Io – sarò un ingenuo, ma non credo – ho votato Sinistra Critica per questo.
    Su con la vita, dunque! Gli inizi sono sempre difficili, ma anche il piccolo risultato di SC – confrontato con la debàcle dell’Acobaleno (3,2 : 4 partiti vuol dire 0,8 a testa, mica molto di più di SC) – è un segnale di speranza e possibilità.
    Anzi, io penso che andrò a iscrivermi…
    Ciao

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