Il cielo di febbraio

Il cielo di febbraio è un cielo imperialista. Nel silenzio più assordante delle sinistre pacifiste.

L’arcobaleno afghano. Al via il rinnovo del finanziamento alle missioni militari. Ricordiamoci, il 13 aprile, dei voti favorevoli in questa legislatura della cosiddetta sinistra arcobaleno, quella che 3 anni fa sfilava contro la guerra “senza se e senza ma”. Con la solita buona dose di cinismo i non violenti sosterranno -stavolta nudi come vermi- l’occupazione armata di Afghanistan, Kosovo, Libano, ed eviteranno di spiegare le ragioni reali dell’imperialismo italiano.

Dalla padella alla brace. Il Kosovo si eteroproclama (la dichiarazione è stata redatta a Berlino, Parigi, Roma e Washington) repubblica indipendente: subito la Nato manda una forza armata di stampo neocoloniale a difendere la “libertà” kosovara. Scenari da guerra fredda, con l’indurimento dei rapporti tra Russia e Nato, la necessità per la UE di un predominio assoluto sulle economie e la forza lavoro dei balcani, ed infine il desiderio italiano di vedere finalmente un corridoio di comunicazione di merci ed energia dal Mar Nero all’Adriatico. La presunta indipendenza del Kosovo in realtà consiste semplicemente in un cambio di padrone.

Vicenza. Il 17 febbraio c’è stata la ricorrenza della grande manifestazione dello scorso anno. Le cose però sono cambiate: il movimento No Dal Molin prima è stato oscurato dai mass media, e ora il movimento sta venendo criminalizzato.

Euskadi. A proposito di criminalizzazione, nei Paesi Baschi pressochè tutti i partiti indipendentisti sono stati messi fuori legge, i loro dirigenti incarcerati, la loro possibilità di partecipare alle prossime elezioni cancellata.

Medio Oriente. Il blog ricorda la morte di Stefano Chiarini, grande sostenitore della causa palestinese, scomparso esattamente un anno fa. Nel frattempo la lotta per l’autodeterminazione palestinese compie 60 anni esatti. E’ da registrare l’assenza, oggi, di una sinistra palestinese che sostenga non solo l’autodeterminazione, ma anche l’autonomia di classe dei lavoratori arabi e la loro unità con i lavoratori israeliani, contro le rispettive borghesie, contro l’imperialismo americano ed europeo. Senza di questa, l’estremismo islamico sembra essere l’unica speranza per milioni di arabi senza alternative.

Il dittatore anziano. Una critica che ho sempre fatto a Cuba è stata quella di non aver saputo rinnovare il suo gruppo dirigente, a cominciare dal suo lider maximo. Oggi però occorre rendere i giusti meriti a Fidel Castro, che ha saputo consolidare la trasformazione di una semplice colonia in un Paese con una dignità sociale tra le più grandi del mondo. Tanto da paragonarlo, nonostante l’embargo USA, alla Grecia o al Portogallo. Questo anziano dittatore ha fatto tanti errori nella sua vita di statista, e non sempre ha saputo mantenere alta quella bandiera della falce e martello. Eppure occorre dargli merito di non aver svenduto Cuba all’imperialismo, mantenendo viva la speranza di milioni di persone in tutto il mondo.

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In un mondo sempre più cinico, sembra che anche quella si stia ritirando dalla vita pubblica.

3 Risposte a “Il cielo di febbraio”

  1. Marcolino Dice:

    Brevemente e senza polemica.

    1) Non per difenderli, ma a me risulta che la Sinistra Arcobaleno (PRC e PdCI) abbiano votato contro la missione in Afghanistan oggi in campagna elettorale (mentre hanno votato a favore ieri quando stavano al governo). I Verdi e Sinistra Democratica non hanno votato.

    2) D’altronde quando le forze laiche palestinesi hanno fatto l’errore di fare degli accordi con israele totalemente a vantaggio di Israele, è naturale che le forze religiose come Hamas, che non si sono compromesse, prendano piede tra la popolazione martoriata.

    3) Fidel un dittatore? Non mi risulta, essendo stato sempre eletto all’unanimità come Presidente del Conisglio di Stato dall’Assemblea Nazionale del Poder Popular. Caso mai se Cuba è una dittatura è la dittatura di 11 milioni di cubani…

  2. Marcolino Dice:

    Scusa avevo letto il testo di fretta. Effettivamente mi sembra che il concetto del voto che cambia in base a se si è in campagna elettorale o se si è al governo l’hai espresso molto bene.

  3. anardur Dice:

    SI, intendevo un giudizio complessivo, non solo sull’ultimo voto. Comunque anche l’ultimo voto la dice lunga. Con questo comportamento contradditorio non solo non esprimono delle ragioni contro la guerra, ma dimostrano che non hanno mai saputo condizionare la coalizione di cui facevano parte.

    Però non è che se ora andranno all’opposizione, sono ritornati credibili: non hanno scelto loro di essere fuori dalla coalizione.

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