Goodbye Falce e Martello
In questo post non si vuole fare feticismo di un simbolo, come se solo questo bastasse a rendere “comunista” o “di sinistra” una formazione politica. Anzi.
Semmai il vero problema è che di questo simbolo nella storia del Novecento si è ampiamente abusato. Purtroppo i soldati che sparavano contro i marinai di Kronstadt avevano le bandiere con la Falce e Martello. Era una grande Falce e Martello quella che presenziava ai processi di Mosca del ‘36. Ed è sotto questo stesso simbolo che la Cina sfrutta gli operai non meno del più spietato Paese liberista. La Falce e Martello, occorre dircelo, non sempre ha mantenuto la promessa di simboleggiare un avvenire di riscatto sociale e di eguaglianza.
Eppure, ora che dopo 86 anni sparisce dal simbolo elettorale di tutti i partiti di massa, possiamo dire che si è consumata definitivamente la svolta della Bolognina, il crollo per molti di una speranza, la fine dell’epopea della rifondazione comunista come alternativa al riformismo ed al revisionismo. Il leggendario simbolo che ratificava l’unione delle classi lavoratrici contro l’oppressione, è messo in soffitta, a far da compagnia agli occhialini di Gramsci e al basco del Che. E’ diventato un passato da nascondere, un passato di cui vergognarsi, un passato da non mostrare, perchè le giovani generazioni “non capirebbero”.
Non ci venga a dire nessuno che qui si fa ideologia. Oggi il Corriere della Sera diceva in prima pagina che la manifestazione spontanea contro l’aborto di ieri ricordava un clima “da anni settanta”. La controparte non esita ad usare ogni mezzo, ogni simbolo, ogni immagine per cancellare, dividere e strapazzare ogni forma di opposizione politica. La televisione, la chiesa, la stampa, le forze moderate non esitano a proporci e venderci costantemente modelli, valori, culture, immagini per esercitare divisioni e controllo sociale.
Non ci venga a dire nessuno, nessuno di quell’armata di venduti, che questo è un simbolo “che non è più necessario, perchè tanto ce lo portiamo nel cuore”. Questo simbolo l’avete levato dalle vostre bandiere perchè chi lo porta disturba il manovratore, disturba chi pensa che le classi lavoratrici dovranno essere sempre divise e serve del potere esistente. Lo avete levato invece proprio perchè è necessario. Questo simbolo rappresenta inevitabilmente quella parte della storia italiana che i fascisti, le destre, i moderati, i borghesi tutti vogliono cancellare, una storia che comincia col biennio rosso, e passa per la Resistenza e prosegue con le lotte operaie, il Sessantotto e infine le lotte contro la globalizzazione liberista, contro le guerre imperialiste, contro la precarietà, contro lo sfruttamento indiscriminato degli immigrati. Chi rinuncia a questo simbolo, rinuncia inevitabilmente a questa storia. Chi rinuncia alla Falce e Martello non rinnova il suo presente, ma fa soltanto una operazione di maquillage, di revisione storica ad uso e consumo del padronato.
Eppure questo simbolo continua a mantenere un suo indiscutibile fascino.



Febbraio 15, 2008 alle 9:24 pm
hai anche ragione ma sottovaluti x me che la sinistra non è mai stata tutta comunista e oggi lo è ancora meno, tenerlo significava cmq allontanare persone che casomai in quel simbolo non si riconoscono ma sono sicuramente di sinistra.
X di più il comunismo è pesantemente da aggiornare (almeno x me, fermo restando il carattere intrinseco del capitalismo) e non credi che anche i simboli si devono evolvere? Prendi ad es. il fatto che rappresenta più operai e contadini mentre oggi gli impiegati stanno messi anche peggio