Il benservito

Veltroni ha dichiarato alla stampa che il Partito Democratico si presenterà da solo alle elezioni. Con tanti saluti a Prc e Sinistra Arcobaleno.

Dopo il danno la beffa. Dopo tutta la fatica per aver convinto il popolo di sinistra sulla indispensabilità di una alleanza “per battere le destre”, ora è l’Ulivo a non voler più l’alleato sinistrorso, con la motivazione ufficiale che ha reso questo governo fragile e disomogeneo. Che bel ringraziamento, dopo due anni in cui la sinistra ha votato tutto, ma proprio tutto (invasioni in Afghanistan, riforme delle pensioni ultraliberiste, incentivi alla fiat ed alle banche, ecc.). Sono ormai giorni che Giordano e Diliberto (e naturalmente la quinta colonna del Manifesto) continuano con questa manfrina dell’amante tradito, rendendosi solo ridicoli.

Molto semplicemente il Partito Democratico ha dato il benservito all’inutile sinistra “radicale”.

Veltroni sa benissimo che può puntare direttamente ad appropriarsi, in campagna elettorale, di tutti i temi forti della sinistra, senza aver bisogno di allearsi ad essa. Avrà soprattutto in mano la carta del “voto utile” (ad evitare il ritorno di Berlusconi), voto che andrebbe sprecato se devoluto alle sinistre. L’elettorato di sinistra, ovvero i lavoratori che in questi anni si sono illusi, sono ormai scoraggiati e demoralizzati: voteranno Veltroni piuttosto che tornare a Berlusconi. A ciò si aggiungono altri temi forti, come la questione del salario, dei contratti di lavoro, dei servizi pubblici, temi questi su cui Veltroni ha la capacità di saper parlare e di poter parlare senza intermediari.

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C’è tuttavia un’altra questione. La sinistra radicale ha dimostrato in questi due anni di non essere capace di catalizzare intorno a sè un insieme di lotte tali da far impensierire il governo. Non solo, ma il suo peso specifico nel principale sindacato italiano è ormai ridottissimo: Rinaldini segue comunque un suo percorso indipendente, così Lavoro e Società, mentre la Rete 28 aprile conta pochissimo perfino nella Fiom. Ancora peggio nei sindacati di base. Ma il vero problema, è che l’accozzaglia Arcobaleno tuttora non è stata in grado di mettere sul tavolo un progetto complessivo, una idea di società, “ora” che ha messo in soffitta il comunismo. Insomma sotto il vestito, niente.

Ormai il grande bluff del 2006 (essere cioè in grado di contenere delle lotte sociali) è stato scoperto: se ne sono accorti tutti, proprio tutti. Una bella fregatura, perchè ora il Prc e compagnia si devono reinventare il ruolo di opposizione. Ma non come forze di governo che scelgono di tornare all’opposizione: ma con la figura umiliante e degradata di essere rifiutati dalla grande politica italiana, dalla grande borghesia, che non ha più bisogno di loro, nè dei loro voti, nè della loro “entratura” presso le grandi forze sociali.

Una bella tragedia per milioni di lavoratori, una tragedia a cui li ha condotti il valoroso Bertinotti (che ormai sembra il candidato unico di questa novella armata Brancaleone) e la sua banda di opportunisti, che hanno smantellato 15 anni di lotte sociali per la rifondazione comunista, con continue virate, scissioni, ripensamenti, chiacchiere chiacchiere chiacchiere.

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