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	<title>Commenti a: Alternative per il socialismo</title>
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	<description>Pensieri in apnea, in attesa di risalire</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jul 2008 23:21:31 +0000</pubDate>
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		<title>Di: anardur</title>
		<link>http://subacqueo.wordpress.com/2008/01/31/alternative-per-il-socialismo/#comment-50</link>
		<dc:creator>anardur</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 23:09:31 +0000</pubDate>
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		<description>La risposta 4 è l'unica di cui ho una risposta.
Della 3 condivido solo in parte il tuo ragionamento.
Della 2 penso ad un discorso più complesso: la conoscenza immagazzinata come valore nella merce. E dall'altra parte la produzione di merci di sola conoscenza, senza bene materiale.
Sulla 1, infine, forse ho mal posto la domanda. A mio avviso emigrazione e precarietà sono due facce della medesima medaglia, che pure sono state già analizzate nella storia del movimento operaio. Il concetto di mobilità del lavoratore è alla base di entrambi, e dovrebbe costituire, almeno in teoria, una leva per la costruzione di una riorganizzazione per le masse. Approfondimenti in questo senso ci sono per esempio in Trotzki.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La risposta 4 è l&#8217;unica di cui ho una risposta.<br />
Della 3 condivido solo in parte il tuo ragionamento.<br />
Della 2 penso ad un discorso più complesso: la conoscenza immagazzinata come valore nella merce. E dall&#8217;altra parte la produzione di merci di sola conoscenza, senza bene materiale.<br />
Sulla 1, infine, forse ho mal posto la domanda. A mio avviso emigrazione e precarietà sono due facce della medesima medaglia, che pure sono state già analizzate nella storia del movimento operaio. Il concetto di mobilità del lavoratore è alla base di entrambi, e dovrebbe costituire, almeno in teoria, una leva per la costruzione di una riorganizzazione per le masse. Approfondimenti in questo senso ci sono per esempio in Trotzki.</p>
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		<title>Di: Marcolino</title>
		<link>http://subacqueo.wordpress.com/2008/01/31/alternative-per-il-socialismo/#comment-40</link>
		<dc:creator>Marcolino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 20:19:55 +0000</pubDate>
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		<description>Sui quesiti da te posti alcune considerazioni:

1) Sicuramente l'emigrazione dei lavoratori permette ai capitalisti di ottenere ulteriore plusvalore, come la presenza delle frontiere d'altronde. Frontiere che non sono solo esterne, ma anche interne agli stati (si pensi al costo della forza-lavoro nel meridione rispetto al resto d'Italia).

2) Non sono per nulla d'accordo sulla esclusività della produzione di profitto mediante la produzione di conoscenza. A livello mondiale la produzione di merci è ancora (e sempre sarà) la fonte primaria del plusvalore (la conoscenza non genera di per se plusvalore se sconnessa dalla produzione materiale). Ciò non toglie che il Capitale cerchi in ogni modo di trarre profitto da qualsiasi settore, anche non direttamente produttivo (si pensi anche ai servizi pubblici privatizzati, o ai diritti d'autore e ai brevetti). D'altronde l'innovazione tecnologica è una via per ottenere plusvalore solo quando non è diffusa. Nel momento in cui tutte le imprese hanno lo stesso livello tecnologico, il plusvalore può essere ottenuto soltanto riducendo il costo della forza-lavoro.

3)  Sicuramente l'analisi di Lenin sull'imperialismo è molto più adeguata delle nuove teorie tanto in voga ai giorni nostri (penso sopratutto alla teoria dell'Impero di Tony Negri). Ciò non toglie che andrebbe meglio contestualizzata all'oggi (come molti altri aspetti del marxismo). Comunque la presenza di diversi blocchi imperialisti (compresa l'UE) è sempre più sotto gli occhi di chi vuole vedere.  Paghiamo, e pagheremo, cara l'assenza di un'analisi teorica adeguata. Sono totalmente d'accordo con te quando citi Lenin sul passo della pratica e della teoria rivoluzionaria.

4) Questa è la domanda a cui è più difficile rispondere. Inanzitutto le masse devono condividere la prospettiva verso il socialismo, cosa tutt'altro che scontata (anzi in Italia oggi è valido esattamente il contrario). Il primo problema risulterà quindi essere come elevare la classe lavoratrice dalla lotta spontanea a quella cosciente. Questo senza dubbio è il principale problema di ogni rivoluzionario, in ogni epoca e in ogni luogo. Personalmente penso che senza un'organizzazione politica dell'avanguardia di classe (il Partito comunista) ciò non sia possibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sui quesiti da te posti alcune considerazioni:</p>
<p>1) Sicuramente l&#8217;emigrazione dei lavoratori permette ai capitalisti di ottenere ulteriore plusvalore, come la presenza delle frontiere d&#8217;altronde. Frontiere che non sono solo esterne, ma anche interne agli stati (si pensi al costo della forza-lavoro nel meridione rispetto al resto d&#8217;Italia).</p>
<p>2) Non sono per nulla d&#8217;accordo sulla esclusività della produzione di profitto mediante la produzione di conoscenza. A livello mondiale la produzione di merci è ancora (e sempre sarà) la fonte primaria del plusvalore (la conoscenza non genera di per se plusvalore se sconnessa dalla produzione materiale). Ciò non toglie che il Capitale cerchi in ogni modo di trarre profitto da qualsiasi settore, anche non direttamente produttivo (si pensi anche ai servizi pubblici privatizzati, o ai diritti d&#8217;autore e ai brevetti). D&#8217;altronde l&#8217;innovazione tecnologica è una via per ottenere plusvalore solo quando non è diffusa. Nel momento in cui tutte le imprese hanno lo stesso livello tecnologico, il plusvalore può essere ottenuto soltanto riducendo il costo della forza-lavoro.</p>
<p>3)  Sicuramente l&#8217;analisi di Lenin sull&#8217;imperialismo è molto più adeguata delle nuove teorie tanto in voga ai giorni nostri (penso sopratutto alla teoria dell&#8217;Impero di Tony Negri). Ciò non toglie che andrebbe meglio contestualizzata all&#8217;oggi (come molti altri aspetti del marxismo). Comunque la presenza di diversi blocchi imperialisti (compresa l&#8217;UE) è sempre più sotto gli occhi di chi vuole vedere.  Paghiamo, e pagheremo, cara l&#8217;assenza di un&#8217;analisi teorica adeguata. Sono totalmente d&#8217;accordo con te quando citi Lenin sul passo della pratica e della teoria rivoluzionaria.</p>
<p>4) Questa è la domanda a cui è più difficile rispondere. Inanzitutto le masse devono condividere la prospettiva verso il socialismo, cosa tutt&#8217;altro che scontata (anzi in Italia oggi è valido esattamente il contrario). Il primo problema risulterà quindi essere come elevare la classe lavoratrice dalla lotta spontanea a quella cosciente. Questo senza dubbio è il principale problema di ogni rivoluzionario, in ogni epoca e in ogni luogo. Personalmente penso che senza un&#8217;organizzazione politica dell&#8217;avanguardia di classe (il Partito comunista) ciò non sia possibile.</p>
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		<title>Di: sparkaos</title>
		<link>http://subacqueo.wordpress.com/2008/01/31/alternative-per-il-socialismo/#comment-39</link>
		<dc:creator>sparkaos</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 14:21:13 +0000</pubDate>
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		<description>X Rigitans sinistra non è una parola magica che risolve le cose e si può essere plurali ma trovare una sintesi comune, ma non mi sembra proprio questo il caso di oggi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>X Rigitans sinistra non è una parola magica che risolve le cose e si può essere plurali ma trovare una sintesi comune, ma non mi sembra proprio questo il caso di oggi</p>
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		<title>Di: Rigitans</title>
		<link>http://subacqueo.wordpress.com/2008/01/31/alternative-per-il-socialismo/#comment-38</link>
		<dc:creator>Rigitans</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 12:36:20 +0000</pubDate>
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		<description>qua non si tratta di fare un alternativa per il socialismo, ma un alternativa DELLA SINISTRA. in quanto un alternativa della società deve essere a sinistra, qualunque essa sia. ridomare il concetto di sinistra e renderlo plurale. poi ognuno troverà la sua strada, la strada migliore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>qua non si tratta di fare un alternativa per il socialismo, ma un alternativa DELLA SINISTRA. in quanto un alternativa della società deve essere a sinistra, qualunque essa sia. ridomare il concetto di sinistra e renderlo plurale. poi ognuno troverà la sua strada, la strada migliore.</p>
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		<title>Di: sparkaos</title>
		<link>http://subacqueo.wordpress.com/2008/01/31/alternative-per-il-socialismo/#comment-37</link>
		<dc:creator>sparkaos</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 11:57:30 +0000</pubDate>
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		<description>Beh tralasciando che non sono d'accordo sul più grande dei rivoluzionari, ho trovato il tuo post interessantissimo. Ti faccio notare una cosa xò x me necessaria x avere una teoria reale. Anche se richiami l'economia oggi basata sulla conoscenza, mi sembra che oltre questo punto ce ne sia uno più specifico, cioè adeguare la teoria del valore di Marx al mondo postmoderno. Oggi il valore di un oggetto è in prmo luogo dipendente dalla conoscenza in esso incorporato, ma ancor più dal rivestimento simbolico comunicativo di cui è "vestito". Oggi il plusvalore è prodotto molto più dalla comunicazione (pubblicità, marketing e il mondo fantastico che ogni oggetto oggi sembra proporre, i desideri che riesce a suscitare) che dal lavoro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh tralasciando che non sono d&#8217;accordo sul più grande dei rivoluzionari, ho trovato il tuo post interessantissimo. Ti faccio notare una cosa xò x me necessaria x avere una teoria reale. Anche se richiami l&#8217;economia oggi basata sulla conoscenza, mi sembra che oltre questo punto ce ne sia uno più specifico, cioè adeguare la teoria del valore di Marx al mondo postmoderno. Oggi il valore di un oggetto è in prmo luogo dipendente dalla conoscenza in esso incorporato, ma ancor più dal rivestimento simbolico comunicativo di cui è &#8220;vestito&#8221;. Oggi il plusvalore è prodotto molto più dalla comunicazione (pubblicità, marketing e il mondo fantastico che ogni oggetto oggi sembra proporre, i desideri che riesce a suscitare) che dal lavoro</p>
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