E’ indubbio. Questo governo è stato ampiamente odiato. Un po’ grazie alla propaganda di centrodestra, un po’ perchè sono state tradite le speranze che vi avevano riposto milioni di persone.
Però ora che è caduto, molti a sinistra pensano, oggi, che questo fosse il meno peggio dei governi possibili. E fanno alcune affermazioni che non possono restare senza risposta.
“Finalmente si è combattuta l’evasione“. I soldi recuperati dove sono finiti? In meno tasse alle imprese, in missioni militari e nuovi arsenali, in ecoincentivi sulle auto, nelle TAV, nell’Alitalia (ormai in svendita). Non sono finiti nel miglioramento dei servizi, nella guerra alla precarietà, nelle pensioni o in servizi sociali migliori.
“Sono stati sanati i conti“. Il costo, tuttavia, è stato altissimo. Al punto che oggi la maggior parte dei lavoratori non arriva alla quarta settimana del mese.
“C’è stato il ritiro delle truppe dall’Iraq“. Però sono state reimpiegate in Libano, Afghanistan, Kosovo. L’Italia è presente in diversi fronti di guerra ed ha pure concesso una base militare agli americani a Vicenza.
“Sono state fatte le liberalizzazioni“. Ma a vantaggio di chi? Senza liberalizzazioni ci sarebbe stata una riduzione dei consumi in tutti i settori chiave dell’economia italiana (bancario, energetico, telecomunicazioni), e quindi una contrazione dei prezzi. Ora invece i consumi ed i profitti si sono mantenuti.
“Il governo precedente era assai peggiore“. Certo, la precarietà, le leggi sull’immigrazione, il conflitto d’interessi, “le grandi opere”, ecc. sono la pesante eredità del governo Berlusconi. Ma il governo Prodi non ha cancellato pressochè nulla. Se un governo non da un taglio netto con le politiche precedenti, in cosa sarebbe migliore?
Vogliamo raccontare del conflitto di interessi? Vogliamo parlare della risoluzione del monopolio dell’informazione televisiva? Vogliamo parlare dello scippo del TFR? Dell’incremento della precarietà? Dei salari fermi ai livelli degli anni settanta?
Era questo che volevano i milioni di persone che hanno votato Prodi?
Ma le responsabilità non sono solo del governo. Vanno invece ripartite con un sindacato così amico da averne condiviso le scelte confindustriali. Mai come ora le lotte sono state fermate in origine. Mai come ora il sindacato si è fatto primo portatore degli interessi del grande padronato e delle banche, come col TFR.
Vanno ripartite, infine, con la cosiddetta sinistra radicale, che ha conquistato un ruolo nella compagine di governo, ma che ne esce ormai radicalmente mutata. In particolar modo ha snaturato completamente la sua ragion d’essere il principale partito di sinistra, Rifondazione comunista. Ma quel che è peggio, l’esistenza di un Prc al governo ha spezzato il tessuto connettivo dei movimenti degli anni scorsi, dimostrando che il movimento era fragilissimo senza organizzazione.
Ma allora, qual è l’alternativa?
La risposta è semplice: fuori da questa alternanza. Fuori da questo baraccone istituzionale. Mi sento di condividere questo appello, che sicuramente rappresenta un punto di partenza. Ma contemporaneamente vorrei aggiungere che diventa necessario ricostruire un nuovo tessuto connettivo, nuove forme di organizzazione, prima ancora che una alternativa istituzionale.



Gennaio 28, 2008 alle 5:37 pm |
La sinistra radicale(premetto ml’ho votata diverse volte sperando) ormai è più conservatrice della destra(e in questo va a braccetto con il sindacato che tutela un minimo solo pensionati e operai “classici”)
Il tuo bilancio lo condivido (più o meno) ma riesco a dar poche colpe al governo in se xché era sotto continuo ricatto e obiettivamente non aveva la forza x governare
Ma secondo me oggi non si tratta tanto di organizzazione o tessuto connettivo; ma di idee nuove e di persone nuove.
Ti faccio un esempio odio la guerra e le basi americane quanto te ma non credo che sia una soluzione dire se ne devono andare(come tanti hanno fatto a sinistra) la soluzione mi sembra creare un esercito europeo realmente efficace(ovviamente non per andare a rompere il cazzo a nessuno ma xché non credo che possiamo sperare che tutti facciano i bravi dobbiamo essere in grado di difenderci prima di dire agli americani di sloggiare)
Gennaio 30, 2008 alle 11:15 pm |
Io invece sono molto d’accordo con la tua analisi.
Il punto è che bisognerà vedere quanto si sarà disposti a mettere da parte la propria parrocchietta per organizzare una reale forza a sinistra della Cosa Rossa. Penso ad una forza comunista che comprenda settori extraparlamentari e del PRC-PdCI, che non accetteranno la mutazione ideologica (compresi tutti i compagni e le compagne che sono usciti negli ultimi tempi). Mi sembra che la discussione sia ancora troppo ancorata all’attesa del da farsi. Senza prendere iniziativa non si andrà da nessuna parte, saremo sempre al ricasco delle scelte politiche avversarie .
Gennaio 30, 2008 alle 11:20 pm |
C’è una cosa che scrivi, Marcolino, che ha colto la mia attenzione. La questione ideologica. A breve pubblicherò un post che comincia ad affrontare l’argomento. O almeno ci prova.
Febbraio 8, 2008 alle 9:36 pm |
io sono comunista e non volevo che questo governo cadeva. stavo operando bene dopo il dissesto finanziario lasciato dal governo berlusconi(106.6 % sul debito pubblico). noi in italia non vogliamo le basi militari americane perchè allo stato italiani ogni anno paga il 35% dei costi. all elezioni colglo l’ occasione per dire di votare a sinistra, la vera sinistra, per far che non ritornini i maghi del precariato con la loro legge 30.BASTO SOLO LA SINISTRA E L’ARCOBALENO.