La classe operaia va in paradiso

Gennaio 20, 2008

Naturalmente anche i sassi sanno benissimo che la sindrome da persecuzione è un’arma da sempre utilizzata da tutte le religioni. La piccola (troppo piccola!) contestazione fatta da qualche professore e da qualche collettivo all’incredibile arrivo del papa alla Sapienza, sembra si sia risolta nel modo migliore. Per il papa.

Del resto, l’organizzazione più antica della storia è nota soprattutto per la sua capacità camaleontica di conoscere il proprio core business, per dirla all’anglosassone. Quale occasione più ghiotta per Ratzinger, che quella di non venire e dire di non essere tollerato? La faccia tosta non gli manca.

Che dire poi di questa inaugurazione dell’anno accademico? La Sapienza era blindata da autoblindo e polizia, mentre gli stessi studenti dei collettivi non potevano entrare. In questa atmosfera “tollerante” è passata quasi sotto silenzio la devastazione della sede del collettivo di Fisica della Sapienza (da parte di fascisti, che oramai sono dappertutto, nella più grande impunità possibile).

Non ne voglia chi ha fede. Qui stiamo parlando di una organizzazione che trae profitto e potere alle spalle proprio di chi ha fede. Non c’è bisogno di scomodare il processo a Galileo. La Chiesa detta l’agenda politica italiana, si accoda al sistema di privilegi, è un tutt’uno col sistema di potere esistente, e svolge adeguatamente il suo ruolo di controllo delle masse e dei lavoratori, in Italia e all’estero, in particolare in America Latina dove si è opposta a tutti i movimenti di liberazione e di emancipazione, dove teorizza addirittura che non c’è salvezza nella ragione (oltre che nel marxismo).

Naturalmente anche oggi si è dimostrato quanto sia forte il sistema dell’informazione. Nell’arco di una settimana, in cui erano emerse con evidenza le numerose critiche ad un possibile arrivo del papa alla Sapienza, e dove era emerso il famoso giudizio di Raztinger su Galileo, e l’intolleranza della Chiesa sulla ricerca scientifica, dicevamo nell’arco di pochi giorni la situazione si è ribaltata. Gli intolleranti sono diventati i professori, i collettivi “accecati da ideologie cancellate dalla storia”, al punto di richiedere a gran voce l’intervento di tutte le più alte cariche (laiche) dello stato, dal presidente del consiglio a quello della Repubblica, a condannare il gravissimo “atto di intolleranza di una minoranza di docenti e studenti”.

Surreale.

Ma senza dubbio il TG2 merita la palma d’oro del festival della menzogna.

La classe operaia non va in paradiso.