Il cielo di gennaio
Gennaio 16, 2008Anche il cielo di gennaio è terribile. E’ un tempo segnato dal silenzio e dalla ferocia.
Medio Oriente. Le minacce sempre maggiori all’Iran oggi non sono più nemmeno mascherate dietro ad una presunta minaccia nucleare. Ora che si avvicina la fine del mandato di Bush, mentre l’occupazione dell’Iraq è sempre più impantanata, l’imperialismo americano sembra essere ormai vicino ad una svolta. Guerra all’Iran o ritiro delle truppe? Altro che confronto tra Hillary Clinton e Obama…
Monnezza e MassMedia. Come al solito il sistema di informazione italiano ha un’unica voce, quella del padrone naturalmente. Noi vediamo l’esasperazione dei cittadini, dei lavoratori campani che non sopportano più una situazione inostenibile. Loro ci parlano di “scontri isolati” di “frange di estremisti e tifosi alleati con la camorra contro lo Stato”. Sono talmente preoccupati per “l’immagine dell’Italia all’estero” da dimenticare quella dello Stato nei confronti dei suoi cittadini.
Monnezza e business. La verità che emerge è il business della spazzatura, in particolare quello degli inceneritori, chiamati ipocritamente “termovalorizzatori”. Per quanto l’i mezzi tecnici e soprattutto l’ipocrisia possano fare miracoli, restano sempre dei sistemi per bruciare la spazzatura, inquinanti e pericolosi per l’ambiente, ma economicamente assai remunerativi. Talvolta viene da pensare che questa degenerazione sia stata intenzionale, proprio per riproporre a livello nazionale la geniale idea di … bruciare i rifiuti. Ovviamente privatizzandone la gestione.
1976. Si scopre soltanto ora che esistevano piani eversivi anticomunisti della Gran Bretagna e degli USA. Strano. Eppure se ne era sentito già parlare, non ricordo dove. Forse a Bologna, nel 1980.
Contratti. La verità è che con 1100 euro si fa fatica ad arrivare alla quarta settimana del mese. Questa realtà viene sistematicamente negata da padronato, istituzioni, sindacati, mass media, nonostante la sua enormità. Non solo, ma il salario perde costantemente potere d’acquisto. Per questo, la lotta per il rinnovo del contratto può al massimo limitare i danni: i pochi euro di aumento promessi non recupereranno le perdite degli anni precedenti. Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: lavorare per, anzi costruire una lotta che abbia come principale fine non solo il rinnovo del contratto, ma anche il ripristino della scala mobile, l’unico meccanismo reale di tenuta dei salari rispetto ai prezzi. Insieme alla garanzia di un reddito sicuro per 5 milioni di precari.
19 gennaio. A Torino ci sarà una manifestazione antifascista e antirazzista: Viviamo tempi terribili. Tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia. Probabilmente non sarà un gran successo, sia per il boicottaggio della sinistra di governo, sia per le divisioni settarie che alimentano le sinistre extraparlamentari. Ma se questi sono tempi segnati dal silenzio e dalla ferocia, forse una partecipazione o almeno una adesione non sarebbe una pessima idea.

Pubblicato da anardur

