Ostaggi liberati
Gennaio 11, 2008Questo post è una prosecuzione di quello di qualche giorno fa.
Le Farc hanno unilateralmente liberato Clara Rojas e Consuel de Perdomo, detenute da diversi anni. Perchè è importante tutto questo?
Qualche giorno fa scrivevo della polemica tra Carotenuto e l’associazione Nuova Colombia. Ora Nuova Colombia ha pubblicato sulla sua newsletter (ma ancora non su web e quindi non linkabile) una replica non solo a Carotenuto, ma soprattutto a Piccoli del Manifesto, che in un articolo esprime una serie di pesanti accuse alle Farc. Anche senza riportare questa replica (sta ovviamente a quelli di Nuova Colombia pubblicare il comunicato completo), devo dire che ho trovato l’articolo di Piccoli particolarmente fazioso e privo di prove rispetto ad alcune delle più pesanti accuse, come quella di torture ai bambini.
Resta innegabile il fatto che sebbene errori possano essere stati commessi dalle Farc (ma certo sembra davvero esagerato parlare di tortura ai bambini), è ancora più grave che una certa stampa di sinistra che critica le Farc per essere in guerra (contro chi? perchè?), non ha poi alcun scrupolo a sostenere un governo di guerra come quello italiano (anche qui, contro chi e perchè?).
Ma torniamo alla Colombia. Perchè è importante la liberazione degli ostaggi? Perchè la considerazione politica che se ne trae è che le Farc ci tengano a questo processo di pace: il rilascio unilaterale ci mostra la loro disponibilità. In secondo luogo ne esce rafforzata la figura di Chavez come mediatore, non solo a livello internazionale, ma anche tra le masse latinoamericane e non solo. Siccome Chavez non è un “terzo neutrale” (come peraltro non lo è Sarkozy), emerge con evidenza un tentativo delle forze bolivariane in particolare, ma che comunque comprende anche Cuba, di trovare una soluzione al conflitto nazionale colombiano. Questo conflitto, va ricordato, trae le sue origini da una borghesia che basa la sua forza sullo sfruttamento basato sulla violenza, sul narco traffico, sui paramilitari: un conflitto che ha assunto numerose forme, dalla lotta dei sindacalisti alla guerriglia delle Farc.

Un tentativo regionale di trovare una soluzione a questo conflitto è figlio di una visione dell’America latina come un’unica grande nazione non divisa da confini statuali imposti dalle rispettive borghesie. E’ proprio questa visione, questo fine di lungo corso ad essere pericoloso per i governi imperialisti, USA, Spagna e Francia in primis, e che costituisce davvero un tentativo concreto non tanto di rafforzamento di una borghesia locale - seppure presente e sicuramente pericolosa - ma di emancipazione propria delle masse latinoamericane.
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Pubblicato da anardur

