10 giorni che fecero tremare il mondo

Pietrogrado, 26 ottobre (7 novembre) 1917. I bolscevichi, nella fase culminante dell’insurrezione, occupano il Palazzo d’Inverno, simbolo del potere di tutta la Russia. I primi colpi, ricorda la storia, vengono sparati dall’incrociatore Aurora, ormeggiato al porto della città.

Per la prima volta nella storia, un tentativo di conquista del potere da parte delle classi lavoratrici viene coronato dal successo. La rivoluzione del ‘17 è la prima rivoluzione al mondo fatta non da una parte della classe dirigente, ma direttamente dal popolo. E’ forse questa la particolarità di quella rivoluzione: che il partito bolscevico è solo l’avanguardia di un processo molecolare che attraversava tutto il Paese. La rivoluzione è del popolo, viene direttamente dai soviet, dalle piazze, dai luoghi di lavoro, dalle fabbriche, dai soldati al fronte. Sono loro che rovesciano tutti i rapporti di potere esistenti, tutti i compromessi messi insieme dalla prima rivoluzione, e dalla società preesistente. E’ per questo che John Reed intitolerà il suo splendido resoconto di quelle giornate col titolo “I 10 giorni che fecero tremare il mondo”.

Tra i grandissimi di quel partito bolscevico spiccano due figure di enorme rilevanza, Trotzky e Lenin. Se il primo è un grandissimo organizzatore ed un capo carismatico di straordinaria importanza, a Lenin si deve invece la capacità, la lungimiranza e la forza di aver fatto meno errori di chiunque altro nel ventennio che precede la rivoluzione. Tutto il quadro di analisi e progettualità leninista, il partito, i sindacati, i soviet, la guerra europea e l’unione tra operai, soldati e contadini, tutto funziona alla perfezione, facendo di Lenin una delle figure politiche più grandi di tutti i tempi.

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Ma Lenin non va assolutizzato. Era un uomo eccezionale tra uomini eccezionali, in un contesto che non solo forgiavano, ma da cui erano forgiati. Le lotte di classe in Russia ed in Europa avevano prodotto figure di altissimo livello che erano divenute tali dopo essere state per decenni spettatrici di un processo mondiale di lotta e trasformazione.

No, il vero protagonista della rivoluzione d’ottobre è il proletariato, che entra nella storia prepotentemente. E per la prima volta vince.

E ci ricorda che si può vincere. Questa è la lezione dell’ottobre.

2 Risposte a “10 giorni che fecero tremare il mondo”

  1. baruda Dice:

    Sarebbe proprio il caso di farlo tremare di nuovo.

  2. giuseppe Dice:

    che possa succeder ancora

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