Che ne è della sinistra?

Settembre 28, 2007

Direi che si potrebbe cominciare da qui:

Che fine ha fatto la sinistra italiana?

Questa domanda mi tormenta da un anno e mezzo. Dal giorno in cui la “sinistra” ha deciso di andare al governo. Non mi riferisco ad un partito e forse nemmeno ad un movimento, ma alle centinaia di migliaia di persone, se non milioni, che nel modo più onesto e fiducioso possibile, si sono affidate a chi ha promesso loro questa simpatica partecipazione alla kermesse prodiana.

Questa domanda ce la siamo fatta tutti, noi “di sinistra”. Ammettiamolo senza ipocrisie, anche i più critici, riottosi o “vetero” di noi sotto sotto hanno sperato che qualcosa non dico migliorasse, ma almeno cambiasse. Alcuni hanno perfino scommesso sulla auto-formazione di nuovi spazi a sinistra, tutti da occupare con nuove formazioni politiche. Barlumi di opposizione “automatica”. Altri, i più furbi di tutti, hanno pensato a puntellarsi un proprio piccolo spazietto in questi anfratti. Tutte illusioni.

Effettivamente qualcosa è cambiato. L’unico effetto concreto è che la sinistra oggigiorno sembra tragicamente scomparsa. Almeno, nelle sue espressioni concretamente più visibili e pure. Nei sindacati di massa. Nei luoghi di lavoro. Nel suo radicamento quotidiano. Nel suo essere un tessuto connettivo di esperienze multiformi e differenti. Anche se ancora i futuri scenari non sono facilmente individuabili, la sua immagine attuale è sempre più simile ad un’altra tremendamente evocativa.

La Guernica della sinistra italiana, fatta a pezzi, agonizzante, tormentata ed infine annullata nell’anima. Caduta sotto un nuovo tipo di artiglieria che sembra segnare la fine di una fase politica. E le analogie non finiscono qui.

Penso che sia bene cominciare da questo: dal prendere atto che qualcosa di drammatico è successo.


Risveglio subacqueo

Settembre 26, 2007

Cominciamo questo blog con una metafora.

Nel nostro immaginario lassù nel cielo stanno i potenti. Le nullità del mondo reale invece stanno sulla terra. E’ questa la storia, per noi: nient’altro che la continua lotta tra cielo e terra, e infine la storia dell’assalto al cielo da parte dei più deboli. Per costruire un’altra società, di liberi ed eguali.

La scelta del nome di questo blog poteva essere “tra cielo e terra”. Tuttavia le idee che vorremmo esprimere oggi fanno fatica a trovare un loro spazio, schiacciate o più propriamente “sommerse”. Non frontalmente, certo, ma da ogni lato dalla falsa poliedrica diversità della nostra società: che altri non è che la forma in cui si sviluppa oggigiorno il pensiero unico dominante, con cui il cielo non solo ci schiaccia a terra, ma più propriamente ci sommerge nel disordine caotico delle mille sfaccettature in cui si esprime l’oppressione sul più debole.

Per questo ora, non ci sentiamo schiacciati sulla terra, ma sommersi. I nostri pensieri sono pensieri d’apnea.

Ma non ci scoraggiamo. E rimandiamo a questi splendidi versi:

Saprò come alzarmi di nuovo da terra
Anche se il mio passo farà compassione
Malgrado io perda di nuovo la guerra
Vedrò di fugare la disperazione.